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Somnium Somnium

Un trip pazzesco e allucinatorio!

In soli nove minuti di pura immersione visiva, "Somnium Somnium" trascina lo spettatore in un viaggio claustrofobico nei meandri più reconditi e oscuri della mente del protagonista.


Gabriel Conté ottiene il premio "Miglior Regia" all'ApertaMente Short Film Contest organizzato da Punda Movie e viene selezionato e proiettato al Nuovo Cinema Aquila durante il Punda Unchained!


Un luogo d'ombra dominato da incubi, visioni e presenze inquietanti: spiriti mascherati da animali – la Volpe, la Zebra, il Pappagallo – che tentano disperatamente di trascinare il giovane Oliver nella loro dimensione infernale.


La causa scatenante di questa discesa negli inferi? L'ascolto di un vinile demoniaco che si fa catalizzatore di un incubo ad occhi aperti.


Dietro un canovaccio apparentemente semplice si cela un cortometraggio ad altissima tensione dai contorni horror-psicologici e fortemente dark, in cui il protagonista cerca con tutte le sue forze di fuggire dai demoni (e dalle maschere) della propria psiche prima di rimanere intrappolato per sempre. Un’opera elettrizzante, capace di tenere lo sguardo incollato allo schermo grazie a un ritmo serrato che domina le sequenze centrali.


A colpire d'impatto è soprattutto la sequenza del Pappagallo che, muovendosi quasi danzando nel buio pesto della stanza, immobilizza Oliver legandolo a una sedia e manipolandolo come un burattino privo di volontà. L'estetica di questa scena – basata su un forte contrasto visivo di elementi bianchi sbalzati su uno sfondo nero e abissale – evoca immediatamente la dimensione astratta e sospesa della mente di Undi in Stranger Things.



Al tempo stesso, le maschere zoomorfe (un vero e proprio grande classico della cinematografia horror) che compaiono gradualmente mentre Oliver varca le porte di un corridoio infinito, diventano le vere ed enigmatiche co-protagoniste del racconto, richiamando alla memoria le inquietanti figure infantili di Pet Sematary o le atmosfere surreali del cinema di genere contemporaneo.


La colonna sonora scandisce e amplifica chirurgicamente il ritmo del film, lavorando in perfetta sinergia con un montaggio dinamico e senza sbavature.


Un grande applauso va al regista Gabriel Conté per essere riuscito a dare forma e corpo alle allucinazioni, alle paure ataviche e al terrore viscerale del protagonista, confezionando un horror psicologico dal gusto dark incredibilmente magnetico e visivamente originale.


Un corto consigliatissimo... da guardare rigorosamente a mezzanotte!


recensioni a cura di Nicolò Bottura

 
 
 

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