Resto
- Punda Movie

- 6 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Immaginate di varcare la soglia di un piccolo negozio di alimentari in una sera come tante. Il locale è immerso in un silenzio quasi irrealistico, rotto soltanto dal timido rintocco della campanella appesa sopra la porta. Poi, d'un tratto, lo sguardo cade su un uomo steso a terra, immobile, apparentemente privo di vita.
Voi cosa fareste? Quale sarebbe il vostro primo pensiero? Rimarreste paralizzati, scivolereste nell'indifferenza, tentati di fare terfront e uscire, o perlustrereste il locale per capire cosa sia realmente accaduto?

È a questi interrogativi morali e psicologici che prova a dare una risposta "Resto", il cortometraggio firmato da Michele Capasso e presentato al contest Punda Unchained di PundaMovie presso il Nuovo Cinema Aquila.
Il regista condensa con notevole maestria la tempesta emotiva e i pensieri frenetici che travolgono la mente del giovane protagonista nell'istante esatto della drammatica scoperta.
Sguardo smarrito, fiato corto e una crescente irrequietezza: tutto suggerisce lo scenario più cupo, dalla rapina finita nel sangue a una cieca esplosione di violenza, lasciando spazio solo alla fine all'ipotesi di un malore improvviso.
In quel limbo di incertezza, il titolo "Resto" si carica di un doppio significato: è
In una manciata di minuti, lo spettatore viene letteralmente inghiottito nel cortocircuito emotivo del protagonista, vivendo in prima persona il suo stesso senso di disorientamento.

Dal punto di vista tecnico, l'opera sorprende per maturità e ricerca stilistica.
Il comparto sonoro gioca un ruolo fondamentale: un fischio acuto e martellante, che richiama da vicino le atmosfere di tensione alla Psycho, si alterna a improvvisi silenzi assordanti che accentuano l'isolamento della scena. Il montaggio, teso e ritmato, affianca a primi piani intimi e stringenti una serie di inquadrature sporche, angolate, che rievocano il punto di vista freddo e distaccato delle telecamere di videosorveglianza.
Il risultato è un frammento di cinema viscerale ed efficace, capace di rievocare la suspense dei migliori drammi-thriller d'oltreoceano e impreziosito da intuizioni visive di forte impatto, come la potente immagine finale dell'insegna luminosa stagliata nel buio.
Un piccolo gioiello di tensione che interroga direttamente la coscienza di chi guarda.
recensioni a cura di Nicolò Bottura




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